Venerdì, 21 settembre 2018

da Luciano: Come sentirsi a casa - Diario di Bordo, 25/10/2013

Sono in Arena, cerco di gestire il dolore alla spalla.
Il dottore mi aveva detto di tenere il tutore tutto il tempo ma ce l'ho mandato.
Devo suonare la chitarra gli ho detto.
Responsabilità tua, mi fa.
Comunque, dicevo, sono in Arena.
È la quarta serata.
Le tre precedenti, frattura del trochite o no, sono stato puro godimento.
A un certo punto alzo gli occhi verso di voi e vedo che in tantissimi
alzate grandi fogli di colore rosso bianco e verde.
Con quelli componete un enorme cuore.
È una botta.
Poi però, come non bastasse, sulle gradinate c’è un'altra coreografia.
E lì arriva il colpo di grazia.
Enormi cartelli, una lettera per volta, formano la scritta:
L'AMORE CONTA!
Sì, ci avete messo pure il punto esclamativo.
La scritta occupa buona parte del perimetro circolare delle gradinate
e mi sembra un gigantesco abbraccio.
Non so quante volte ho ripetuto che arrivare a scrivere una frase come quella,
così esplicita nella sua ovvietà, è stato per me un traguardo.
Ecco, adesso, vedermela ritornare sbattuta in faccia con la stessa intenzione,
mi sta sconvolgendo.
Mi sembra che mi diciate che tutto L'AMORE che ho messo nelle mie canzoni
e nel fare questo "mestiere" CONTA.
E mi sembra che, come nel titolo di quella canzone,
campeggi un enorme sottinteso che dice:
"NON VEDI "QUANTO" CONTA?" 
Il fatto che mi si rompa la voce è il minimo rispetto a quello che sto provando
ma devo cercare di finire la canzone.
Però non è ancora finita.
Ancora più in alto, sempre sulle gradinate,
sollevate tanti cartelli a comporre un titolo.
È uno dei più lunghi fra tutti quelli delle mie canzoni.
È di una canzone che non è ancora uscita.
Che non conoscete.
Forse ne avete letto il testo ma la canzone ancora non l"avete sentita.
È "SONO SEMPRE I SOGNI A DARE FORMA AL MONDO".
Sarà per la fiducia che già concedete a un pezzo senza conoscerlo davvero,
sarà per il significato di quelle parole spalmato
in quella cornice e "sorretto da voi" ,
sarà per chissà cos'altro ancora ma è come se l'emozione diventasse, adesso,
profonda senza stravolgere.
È come se la chiarezza con cui mi esprimete il vostro amore
diventasse ancora più chiara.
È come sentirsi a casa.
Nella più bella delle case.

È passato un mese da allora ma avevo bisogno di parlarvene davvero a freddo.
Nel frattempo ho finito l'album e ho pensato a voi.
Davanti avevo un'immagine chiara.
Quella che avete formato una sera nell'Arena di Verona.
Mondovisione ve lo meritate.
E non è una minaccia.

Vi abbraccio.

Luciano

Venerdì, 25 ottobre 2013