Venerdì, 17 agosto 2018

19/11 Milano: il racconto di Francesca

MilanoRacconta il tuo concerto di Luciano a teatro, inviando un email a: teatri@ligachannel.com

19 novembre 2006.
Caro Luciano, un giorno come tanti per tanti. Il giorno dei giorni per noi.
Per chi, come me, aveva un appuntamento imperdibile: un appuntamento con TE.
Una giornata che scorre inspiegabilmente di fretta nel tran tran di una
domenica come mai altre prima, fra clienti noiosi, maglioni piegati e
piegati e ripiegati, e lo stesso sorrisi accesi che riflettono quello che
sento nel cuore…
Ore 19.30. SAN BABILA-BICOCCA, nella testa un pò di sole ed in bocca una
canzone....finalmente ci sono. Mesi di attesa, ore di fila, kg di ansia,
litri di lacrime, e sempre -a casa in università a lavoro per strada nei
sogni- nelle orecchie la tua musica.
Ci sono io, c'è il teatro, c'è il mio biglietto -che finalmente prende fiato
dopo essere rimasto gelosamente custodito in un cassetto- c'è la mia
poltroncina (FILA 35 POSTO 28), c'è il mio mondo. Perchè il mio mondo è
fatto di tutto quello che sto provando in questo momento. Solo che ora è
un'overdose...chissà se arriverò alla fine e sarò in grado di tenere botta!

Ore 21.05 Maio sbuca dal sipario, ci introduce un Giovanni Allevi in gran
forma…qualcuno ascolta, qualcuno borbotta, qualcuno mormora che vuole
Luciano, qualcuno resta incantato, semplicemente…
Ore 21.20 Musicasipariopalcosilenzioluci...TE.
E si comincia. E' un valzer di emozioni: note che si rincorrono e si
sgambettano, si saltano e giocano a nascondino, si sorprendono e ti
sorprendono, ti prendono il cuore per riempirtelo fino a farlo traboccare e
crollare in pianto, riso, isteria, frenesia. Un contorcimento di mani che
vogliono farsi sentire e battiti di mani che una volta spronati si sentono
liberi di farsi sentire. Piedi che accennano passi di danza e poi prendono
il la: si agitano, si allargano, pestano altri piedi chiedono scusa e
continuano a muoversi, a ballare, seguire il ritmo, stonare, occupare tutto lo
spazio che c'è fino a staccarsi da terra e sentirsi
leggeri......sereni........sicuri.
Cullati dalla gioia di esserci, e di essere lì con te, per te
.....cullati dal sentimento di appartenenza che ci
fa sentire parte di un tutto, amici anche se non ci eravamo mai visti,
innamorati anche se eravamo soli, felici anche se prima di questa sera
avremmo preferito abbandonare tutto.
Cullati dal senso di familiarità che ormai le tue canzoni le tue
parole i tuoi più semplici accordi hanno per noi.
Per me, almeno.

E poi….Ci sembrava di essere stati sorpresi abbastanza, con accordi nuovi e
strumenti mai ascoltati…e invece ci hai colti alle spalle, solo due voci, che si
incastrano e si stuzzicano e ci fanno sognare……tu gli ostacoli del cuore ce
li fai sentire pezzi di normalità.
Per finire, una corsa giù dalle scale, per arrivarti vicina, per farti
sentire che ci sono, per farti vedere, tra una macchina fotografica stretta in mano e una lacrima sul
viso quello che mi hai regalato stasera...io, astemia, ma ubriaca di
felicità!!!!!!!!!

Non so cosa ci fosse questa sera a teatro, se si può chiamarla magia o se
anche questa parola è riduttiva....c'era alchimia, questo sì.....eravamo
tutti fusi gli uni negli altri - occhi negli occhi - e nella musica - note e
battiti di cuore - e nei ragazzi (Mauro, Mel, Robby, Rigo, Josè…non ho speso
parole per loro perchè è meglio descriverli così: con un rispettoso silenzio
e un applauso che ancora deve finire...),e in te, che continui
inesauribilmente a mettere in circolo il tuo amore...
E per questo GRAZIE.
Non so cosa ci fosse, e non so cosa da domani ci sarà ...ma so che, in ogni caso, QUESTA E' LA MIA VITA, e tu me lo
ricordi di continuo.
Un abbraccio forte,
Francesca

Lunedì, 20 novembre 2006