Lunedì, 17 gennaio 2022

I racconti di Bonanza e Pluto

BonanzaDopo qualche mese di pausa, Internet Café torna in vostra compagnia a parlare di letteratura e del mondo di Luciano, a leggere le vostre impressioni ma anche le vostre storie di vita, ordinarie e straordinarie che siano. Quest’anno Internet Café ha una nuova collocazione su LigaChannel Radio: ogni primo martedì del mese.
Per chi è entrato nella famiglia di LigaChannel da poco tempo, Internet Cafè altro non è che un luogo virtuale in cui ci si legge, si scambiano opinioni, quasi a mo’ di chiacchiere tra amici e soprattutto ci si racconta. Raccontiamo di noi e di voi, di personaggi che conosciamo, di leggende più o meno metropolitane, ispirandoci come sempre a Luciano, alla sua prima esperienza letteraria, a quei racconti che ci hanno appassionato e che continuiamo a rileggere sempre molto volentieri. “Fuori e Dentro il Borgo”.

“Bonanza ai tempi del kung fu” è il primo estratto di questo 2007. Il racconto ci presenta uno dei personaggi più stravaganti che abitavano al Borgo quando Luciano era ragazzino: Bonanza, appunto, che abbiamo notato anche in “Radiofreccia”, era conosciuto da tutti per il suo modo strano di vestire (“pareva Marlon Brando nel Selvaggio”), i suoi modi di fare da duro della situazione (camminata con rimbalzo, sguardo di sfida) ma soprattutto per la sua passione cinematografica. Infatti, chi al Borgo avesse voluto anche solo una volta vedere quest' uomo strambo, doveva andare al cinema perché lì Bonanza era davvero di casa. Era però di quei cinefili che perdevano il senso della realtà: nessuno era mai riuscito a fargli capire che fuori dalla sala non c’erano le scene che lui era convinto di vedere: praterie, campi indiani, donne avvenenti, duelli con pistole. Questo era proprio l’aspetto che più faceva divertire il Liga ed i suoi amici che approfittando delle strane visioni di Bonanza, lo incitavano a duello, fingendo infine di morire perché comunque Bonanza doveva sempre essere l’eroe del caso. E lui, da vero cowboy degno dei film di Sergio Leone, fissava l’avversario con aria di compatimento, rotolava su se stesso a terra con la sua pistola giocattolo, si rialzava, soffiava sull’arma, raccoglieva applausi e fischi ma soprattutto pagava da bere ai presenti.

Insomma, il Liga ed i suoi amici stavano allo scherzo solo per scroccare una bevuta a Bonanza che, una volta appagato nel suo ego, sapeva essere molto generoso. Rileggendo questo racconto viene da chiedermi se anche dalle vostre parti ci siano personaggi del calibro di Bonanza o se abbiate mai fatto cose strane per farvi offrire da bere o magari, quando ancora minorenni non si ha la patente, per avere un passaggio alla discoteca preferita.

Fuori e dentro il borgoI “duelli” tra cowboy non furono comunque gli unici giochi praticati nella Piazza del Borgo. Lo spirito giocherellone e surreale di Bonanza spinse purtroppo, come scrive il Liga, a fare di peggio: un giorno Bonanza uscì dal solito cinema dopo aver visto il film “Il Profeta del Goal”. Convinto di credersi Turone, allora libero del Milan, subì la beffa di alcuni correggesi che gli inviarono una finta lettera di convocazione per il ritiro della squadra rossonera. Bonanza, dopo aver sbandierato la missiva in lungo e in largo per il Borgo, si presentò all’appuntamento guadagnandosi il titolo di “Squilibrato a Milanello” sul quotidiano “Stadio”. Gli scherzi ancora non si fermarono. Tra i tanti altri va sicuramente menzionato quello in cui Bonanza fu avvertito della presenza di un produttore di film horror a Correggio. Gli “amici” lo convinsero che il modo migliore per fare un provino fosse quello di spaventarlo. Dopo aver indossato un’orribile maschera, Bonanza si recò alle 3 del mattino a casa del presunto produttore che in realtà altri non era che un muscoloso muratore del paese noto per la sua forza. Gli urlò in viso a squarciagola ma il risultato di quello “spavento” fu una sfilza di botte subita.

Nessun ragazzo dell’epoca del Liga, ha inoltre dimenticato Bonanza alle prese con le arti marziali. Episodi di tale genere avvenivano come sempre, dopo la visione dell’ennesima pellicola “influente”. Stavolta si trattava di film genere kung-fu proiettati in un cinema di paese vicino al Borgo. Una volta rientrato Bonanza si trasformava nel samurai di turno con attacchi di piedi, tagli di mano e strepiti alla Bruce Lee. Ebbe l’occasione di mostrare tutta la sua abilità alla fiera di S. Quirino, la più frequentata a Correggio. Vestito come un perfetto combattente orientale e con un manico di scopa, Bonanza cominciò ad esibirsi davanti ad un pubblico numeroso dimostrando un’abilità quasi perfetta se non fosse stato per un colpo spettacolare che gli sbriciolò la rotula. Bonanza rimase sempre Bonanza, anche dopo quella disavventura. Non perse l’abitudine di andare al cinema e di inventarsi nuove identità e nuove professioni.

Immagino che anche voi, qualche scherzetto non proprio innocente al matto del paese o a quello che noi in Emilia chiamiamo il “sette etti” della situazione, lo avrete sicuramente fatto. Personalmente, ricordo le scorribande con gli amici a suonare di notte i campanelli delle persone anziane costringendole, oltre allo spavento, a ricevere una pernacchia via citofono. Oppure, in estate, sempre in compagnia, si sceglieva di appostarsi alla finestra di qualche amico che abitava ai piani alti aspettando qualche malcapitato passante che veniva sorpreso da una secchiata d’acqua “proveniente dal cielo”.LigaChannel è curioso di conoscere le vostre esperienze in materia, se avete fatto scherzi a qualche vostro amico o compaesano o magari se voi stessi siete rimasti vittime di beffe da parte di qualcun altro.

Ottorino FerrariIl secondo racconto scelto ci presenta un altro particolare personaggio che ha anch’egli animato la gioventù del Liga: “Pluto appena fuori dall’inferno”. Pluto, alias Ottorino Ferrari, altra comparsa in “Radiofreccia”, era un signore residente in una frazione di Correggio che tutti conoscevano per la sua presunta attitudine a comunicare con l’aldilà. Non passava mai inosservato perché arrivava con la sua bicicletta (poi evolutasi in un Ape Car) con quadri da lui dipinti, registratore al seguito per far ascoltare ai ragazzi del Borgo le voci di presunte anime che diceva di registrare e con le quali comunicava. Ottorino parlava con personaggi illustri della politica, della storia, della musica e dello sport: da Berlinguer a Stalin, da Giuseppe Verdi a Dorando Pietri. Purtroppo, arrivò un momento in cui, a suo dire, non riusciva più a gestire tutti quei morti: aveva l’inferno nella stalla di casa sua e non riusciva più a dormire. Era diventato stanco e debole. Qualcuno gli consigliò addirittura, di prendere sonniferi e di sottoporsi a visite specialistiche finchè un giorno, improvvisamente, Pluto si ripresentò al Borgo tutto pimpante con bicicletta e registratore al seguito per annunciare che aveva trovato il coraggio di entrare nella stalla, di urlare alle anime di smetterla con quel baccano, e di andarsene. Come d’incanto, le acque si calmarono e il nostro tornò a vivere sereno nella sua dimensione ultraterrena.

Pluto non era un mago da “abracadabra”. Ve lo posso garantire perché anch’io l’ho personalmente conosciuto: Ottorino veniva spesso in trasferta nel paese in cui abitavo a pochi chilometri da Correggio. Nel pieno della sua attività, essendo io una bambina, ricordo di aver avuto spesso paura di quest’uomo dagli occhi penetranti che, si diceva in giro, parlasse con il diavolo. In realtà era simpatico e gentile con noi ragazzi; a me sembrava che quelle anime fossero un modo stravagante per cercare compagnia e comunque, non vi era alcuna attitudine da incantatore nei suoi modi di fare. Ottorino è scomparso qualche anno fa però sappiate che era talmente famoso anche fuori Correggio, che una sera fu ospite di un programma in un’emittente locale, durante il quale fu intervistato sulle sue registrazioni. Nonostante gli attacchi e le accuse di qualche reggiano doc che telefonava in diretta, Pluto difese con grande dignità le sue predisposizioni surreali, spiegando il suo iter tra i morti.

Probabilmente, qualcuno di voi venendo a Correggio prima della sua scomparsa, si è imbattuto in Pluto. Come vi è sembrato? Vi ha fatto paura o, come per me, vi ha colpito la sua affabilità sopra le righe? Avete anche voi nei vostri borghi, personaggi alla Pluto, che sostengono di contattare l’aldilà? Ci credete in questo genere di cose o pensate siano superstizioni illogiche? Attendiamo i vostri commenti ed esperienze personali che potete scrivere direttamente qui e vi ricordiamo che il prossimo appuntamento radiofonico con altri racconti da “Fuori E Dentro Il Borgo” sarà martedì 3 aprile su LigaChannel Radio. Vi aspettiamo!

 

Martedì, 6 marzo 2007