Mercoledì, 17 aprile 2019

Il regista di matrimoni

Il regista di matrimoniUn regista, Franco Elica, entra in crisi perché la figlia ha sposato un fervente cattolico e perché è costretto suo malgrado a girare l'ennesima versione dei "I Promessi Sposi". Alla crisi si aggiunge un evento inaspettato, così decide di fuggire in un paesino della Sicilia profonda, dove incontra un uomo che si guadagna da vivere girando filmini di matrimoni e un regista che si spaccia per morto per ottenere finalmente il riconoscimento mai avuto prima "in vita". Conosce anche il principe Ferdinando Gravina di Palagonia, un nobile spiantato che gli propone di dirigere il film del matrimonio di sua figlia, Bona. Franco si innamora immediatamente della bellissima principessa e decide di salvarla da un matrimonio di convenienza.

Nuovo lavoro per Bellocchio che, dopo "L'ora di religione", si avvale nuovamente della presenza di Sergio Castellitto come protagonista del suo film. Infatti Castellitto interpreta la parte di un regista, Franco Elica, in piena crisi spirituale e lavorativa, che si allontana dalla sua città e si rifugia in Sicilia. Qui incontra Enzo Baiocco (Bruno Cariello) che sbarca il lunario girando filmini per i matrimoni e si stabilisce per qualche tempo a casa sua. Nel frattempo Bona (Donatella Finocchiaro), la figlia del principe di Gravina (Sami Frey), nobile decaduto e squattrinato, deve sposare un ricco avvocato e Baiocco chiede aiuto ad Elica per girare il filmino della cerimonia, ma quest'ultimo si innamora della principessa triste...
Bellocchio crea per questo film un'atmosfera in bilico tra il fiabesco e il surrealismo, ricca di simboli e metafore che permettono di osservare la pellicola da diversi punti di vista. Alcuni personaggi se, ad un primo sguardo, sembrano essere stereotipati (la principessa triste, chiusa nel suo castello, accetta passivamente il suo destino; il nobile decadente, quasi viscontiano), serbano una profondità e dei guizzi inaspettati. La presenza di personaggi bizzarri, come il regista Smamma che per avere un riconoscimento pubblico finge di essere morto, tanto per citarne uno, e di situazioni surreali, spesso ambientate sulla spiaggia, richiamano lontanamente le atmosfere di alcuni film di Ferreri, in cui, come ne "Il regista di matrimoni", partendo dal rapporto tra un uomo e una donna, si inizia una disquisizione sull'umanità in generale. Benché Bellocchio restringa il campo per lo più alla situazione Italiana, non sottolinea l'immobilismo e la superficialità intellettuale, ma in fondo anche politica, del nostro paese con meno mordente e ironia; inoltre lo fa senza piangersi addosso, dando un messaggio positivo e un invito al "movimento" non per niente il finale è "dinamico" e aperto a tante interpretazioni.
Le inquadrature, al livello linguistico, sono frutto di accurate scelte in fase di montaggio, e presentano un alternanza con inserti digitali che sottolineano maggiormente l'istanza narrativa e il senso di oppressione dei personaggi.
Impossibile non elogiare anche le interpretazioni degli attori, su tutti il bravissimo Sergio Castellitto.
La frase: "In Italia, sono i morti che comandano!" 

Titolo originale: Il regista di matrimoni
Nazione: Italia, Francia
Anno: 2006
Genere: Commedia
Durata: 107'
Regia: Marco Bellocchio
Cast: Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro, Sami Frey, Gianni Cavina, Maurizio Donadoni
Produzione: Eurimages, Film Albatros, Rai Cinema, Dania Film
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 21 Aprile 2006 (cinema)

Lunedì, 22 maggio 2006